Come nasce e si sviluppa l’autostima
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Come nasce e si sviluppa l’autostima? Partiamo dall’infanzia

15/06/2023 Inserito da: Autore: Laura Mattera

“Mi chiedi qual è stato il mio più grande progresso?

 Ho cominciato ad essere amico di me stesso”

Lucio Anneo Seneca

 

“Autostima” è una parola spesso presente nella vita e nel linguaggio quotidiano.  A casa, a scuola, nei luoghi di lavoro, nello sport, questa parola rimanda alla percezione di qualcosa che può contribuire ad avere successo in quell’ambito di vita. 

Avere una buona autostima contribuisce a sentirsi più sicuri nell’affrontare le sfide emotive, cognitive e sociali di ogni giorno. Ma cosa s’intende davvero con questa parola? Come nasce e cresce la stima di sé?

Umberto Galimberti definisce l’autostima come la “considerazione che un individuo ha di se stesso”. 

Potremmo dunque pensare all’autostima come all’insieme di pensieri, sensazioni, affetti, percezioni rivolti verso sé. Un’autovalutazione globale e soggettiva che si ha per sé come persona, che riguarda se stessi, ma anche se stessi in relazione agli altri, e che può mantenersi costante o subire delle modificazioni nel corso del tempo.

L’autostima è dunque collegata ed è una componente valutativa del concetto di sé.Per comprenderla al meglio, può essere utile pensare alla parola “stima” nell’accezione e nel significato di valutazione. 

L’autostima non è qualcosa di pre-determinato ma si costruisce in modo graduale, esperienziale a partire dalla primissima infanzia e lungo l’intero ciclo di vita. Il contesto emotivo e sociale, costituito dalle figure genitoriali ma non solo, anche da nonni, zii, parenti, educatori, etc., ha una grande influenza in questo percorso di costruzione! E’ importante supportare, sostenere e valorizzare il bambino nelle sue sfide, nei suoi successi e anche e soprattutto nei suoi errori, nelle sue incertezze. 

Per esempio, cosa rispondiamo quando un bambino ci dice “Non riesco, non ce la farò mai”?

Una risposta potrebbe essere quella di dire: “Tranquillo ce la farai!”. Questa frase potrebbe incoraggiare e dare sicurezza, ma attenzione a chiudere il dialogo solo con questa frase. Perché se poi per esempio non accade? Come accompagniamo il bambino a gestire il fallimento, il non riuscire nello svolgimento di qualcosa per lui nuovo o semplicemente di qualcosa che magari è già noto, ma che in quel momento per qualsiasi motivo genera paure e dubbi?

Apriamo uno spazio di autentico dialogo, ascolto ed empatia per capire cosa il bambino sta comunicando attraverso la frase “Non riesco, non ce la farò mai”. Poniamoci e poniamo domande che creino ponti che avvicinano il mondo dell’adulto al mondo emotivo del bambino. Ad esempio, cosa immagina che accada il bambino “se non ce la fa”? Cosa sta attraversando in quelle giornate, c’è qualche novità che ha stravolto il quotidiano? Questa affermazione si riferisce a più situazioni e contesti oppure c’è un aspetto specifico che genera in lui questo vissuto? Quali sono le emozioni che accompagnano questa affermazione? Quali sono le reazioni degli adulti (genitori, nonni, etc.) che il bambino osserva e vive in risposta ad essa? 

Queste sono alcune domande utili a stimolare una riflessione su quanto sia importante che una buona autostima non sia associata e connessa in modo causale al successo, al riuscire o non riuscire in un qualcosa. E’ fondamentale dare al  bambino quella “base sicura”  che lo faccia sentire accolto, amato, considerato incondizionatamente, semplicemente per chi è, e non in base a cosa e come fa, se riesce o meno in qualcosa. Diamo spazio al percorso che porta al raggiungimento di traguardi, a cosa accade durante il “viaggio”, valorizzando il bambino anche e soprattutto nei momenti in cui incontrerà un ostacolo o difficoltà. 

Sostenere l’autostima fin dalla primissima infanzia rappresenta una risorsa essenziale per la crescita e il benessere del bambino di oggi e dell’adulto di domani. Costruiamo un contesto familiare, educativo, sociale, che possa promuovere e incoraggiare quotidianamente la stima di sé.

 

BIBLIOGRAFIA

Galimberti, U. (2018). Nuovo Dizionario di Psicologia. Psichiatria, Psicoanalisi, Neuroscienze. Feltrinelli. 

Harter, S. (2006). The development of self-esteem. Self-esteem issues and answers: A sourcebook of current perspectives, 144-150.

Hosogi, M., Okada, A., Fujii, C., Noguchi, K., & Watanabe, K. (2012). Importance and usefulness of evaluating self-esteem in children. BioPsychoSocial medicine, 6(1), 1-6. https://doi.org/10.1186/1751-0759-6-9